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Cosa facciamo

con la matita e una idea si migliora la società

«La scienza dell’architetto richiede l’apporto di molte discipline e di conoscenze relative a svariati campi. Egli dev’essere in grado di giudicare i prodotti di ogni altra arte. La sua competenza nasce da due componenti: quella pratica, che è la costruzione e quella teorica. La “fabrica” consiste nell’esercizio continuato e ripetuto dell’esperienza costruttiva, che si concreta quando l’architetto di sua propria mano, sulla base di un disegno progettuale, realizza l’edificio desiderato. La “ratiocinatio” consiste nella capacità di esporre e spiegare gli edifici, una volta costruiti con debita diligenza, secondo computi matematici e proporzionali. Solo chi padroneggia sia la pratica che la teoria è dotato di tutte le armi necessarie e può conseguire pieno successo (…).L’architetto deve dunque avere ingegno naturale ma anche sapersi sottoporre alle regole dell’arte (…) Deve avere cultura letteraria, essere esperto nel disegno, preparato in geometria e ricco di cognizioni storiche; deve avere nozioni di filosofia e di musica, saper qualcosa di medicina e di diritto, ma anche di astronomia e astrologia».               Marco Vitruvio Pollione “De Architectura”

L’atelier ARK+ nasce da questa, attraverso la sinergia di esperienze professionali nei vari settori, opera a tutti i livelli sul territorio in modo ecologicamente orientato. L’atelier, in una visione antropocentrica, opera nel rispetto dei principi della sostenibilità  ambientale economica e sociale, dalla piccola alla grande scala cercando di “educare” alla bellezza  e di perseguire “qualità”: dalla progettazione del paesaggio urbano e non, dal grattacielo all’edificio, dalle social housing alle singole residenze, all’interiors e all’eco-design, alle riqualificazioni ambientali e ai sistemi di certificazioni. L’atelier lavora assieme in modo creativo fin dall’inizio di un progetto, persegue, attraverso il proprio operare, il “ben-essere” degli individui consapevole che i comportamenti umani sono fortemente influenzati dai luoghi in cui vivono e con i quali si trovano  ad interagire quotidianamente: un rapporto biunivoco tra “uomo e ambiente”, ove gli individui sono dapprima artefici delle  modificazioni ambientali, poi dalle stesse ne vengono altamente influenzati